Lidia Della Venezia – Ricerca, dialogo, scoperta.

Lidia Della Venezia – Ricerca, dialogo, scoperta.

giugno 16, 2017 Lidia Della Venezia 0 Tag:, , ,

“Il potenziale nascosto della ricerca scientifica di base, e i pro e contro della monetizzazione della natura” è stato il titolo della presentazione con cui ho avuto l’occasione di contribuire alla serie di incontri che ha caratterizzato alcune serate infrasettimanali dell’ultimo semestre. La mia partecipazione è stata anche un’occasione: avendo scelto di non parlare dei dettagli relativi al mio lavoro in Canada, bensì di un argomento di interesse personale, seppure legato inevitabilmente a certe mie scelte di formazione, ho avuto modo di imparare molto. Lo scopo che mi ero preposta per l’intervento era principalmente quello di avvicinare i presenti a certe sfumature del campo della ricerca scientifica, e raccontare con alcuni esempi, in stile Superquark ma senza supporto video, come filoni di investigazione apparentemente fini a se stessi evolvano e confluiscano in incredibili occasioni di progresso tecnologico, medico e ambientale. Ho ricercato aneddoti che non suonassero troppo tecnici e noiosi per chi non fosse del settore, nonostante la serie Genio Vagante nasca da chi di ricerca già si occupa o quantomeno sa, più o meno direttamente. Tuttavia, nel processo, ho fatto anch’io le mie scoperte.


Ho scoperto come si siano evoluti nel tempo alcuni esempi di cui già ero a conoscenza, e che il progresso stimolato dalla ricerca non raggiunge mai una fine, che c’è sempre qualcosa di più, oppure qualcosa che non va e che quindi vale la pena di essere approfondito, interpretato, analizzato, applicato. Ho scoperto che approcciare la scienza con i metodi delle discipline umanistiche o dell’economia può offrire spunti e avanzamenti, e allora, siano benvenute la multiculturalità, la collaborazione, e l’apertura al punto di vista dell’altro.


Ho scoperto che a volte è vero che tutto il mondo e’ paese, e i problemi che affrontiamo e ci spingono ad allontanarci dalla nostra patria geograficamente e dal punto di vista del nostro modo di pensare, sono più pervasivi di quanto si voglia ammettere.


Ho scoperto che tenevo in modo particolare a raccontare quanto di più ci sia nella ricerca di base rispetto a quello che offre ad un’occhiata superficiale, ma che lo stesso vale per il mio rapporto con discipline a me poco note. Che dopotutto la comunicazione è l’unico mezzo a nostra disposizione, che lo scambio reciproco insegna come comunicarci a nostra volta e come aprire un proprio pensiero ancora limitato.


Ho scoperto ancora una volta che l’interesse personale dovrebbe essere secondo all’interesse collettivo, e non viceversa.


Soprattutto, in preparazione a quella serata, ho scoperto quello che vorrei che il Genio Vagante fosse, e già in parte è, per me. Esso non ha ancora una definizione precisa, forse sarebbe meglio che non l’avesse mai, cosicché ognuno lo immagini, ne giovi e vi contribuisca in maniera personalmente unica. Vedo un esperimento che non vuole solo essere una serie divulgativa, ma un viaggio di scoperta. Ogni sua serata non è un’esperienza a senso unico in cui chi parla dà e chi ascolta riceve, ma una in cui il relatore può apprendere, e la platea può insegnare, con la partecipazione attiva alle discussioni e il valore aggiunto delle diverse culture e dell’eterogeneità delle nostre conoscenze pregresse. Il Genio è per me il luogo in cui l’interfacciarsi con colui che offra un punto di vista diverso è stimolo alla crescita. Non un circolo per pochi insomma, ma la manifestazione dell’apertura e dello scambio, che vorrebbe in questa sede essere estesa a chi non può parteciparvi fisicamente, grazie alla comunicazione alternativa offerta dalla tecnologia moderna.



Lidia Della Venezia si è laureata in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Milano, in cui ha conseguito una specializzazione in Biodiversità ed Evoluzione Biologica grazie ad un progetto di tesi svolto presso l’Universitat de Valencia. Dal 2012 vive in Canada, dove è studentessa di dottorato presso il Dipartimento di Biologia della McGill University di Montreal, con un progetto in ecologia volto alla caratterizzazione del rischio associato a specie invasive acquatiche. Ama i viaggi, gli squali, la buona cucina, e passare il tempo con le persone care, specialmente all’aria aperta.

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