Premio

27 maggio 2017, Casa d’Italia, Montreal…

 

I volti sono distesi, i sorrisi tanti. Nella Salle des Célébrations della Casa d’Italia a Montreal si trovano persone che attendono di conoscere il prossimo vincitore del Premio Genio Vagante, Andrea Paolella. E’ il 27 maggio e i ragazzi del Genio Vagante si ritrovano ancora una volta per accogliere il Presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri, istitutore del premio, il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Montreal Francesco D’Arelli e la Presidente della Casa d’Italia Angela Minicucci, entrambi felici sostenitori del premio stesso.

 

Un piacevole bicchiere di vino accoglie gli ospiti al loro arrivo. E’ poi la Presidente Minicucci ad aprire le danze, ringraziando i presenti e invitando Giordano Bruno Guerri a raccontare la storia dei motivi che lo hanno spinto a creare tale premio e a portarlo in Canada. Bruno Guerri ha visto nel gruppo dei giovani del Genio Vagante un’iniziativa da valorizzare, un modo diverso di raccontare l’Italia all’estero, non più banalmente “in fuga,” ma alla ricerca di un’esperienza stimolante e concreta. Il premio è costituita da una scultura del celebre artista italiano Ugo Riva, che ha dato forma materiale allo spirito del gruppo plasmando un globo sormontato dalle figure di due viaggiatori. Ringraziando Bruno Guerri, i giovani del Genio Vagante si sono presentati al pubblico e hanno descritto la varietà e la spontaneità in cui l’esperienza Genio Vagante ha preso vita, e continua a vivere, negli ultimi mesi.

 

In seguito, il direttore D’Arelli ufficialmente assegna il premio al giovane Andrea Paolella, che con parole sue ha raccontato se stesso e anche il gruppo in cui ognuno è, a suo modo e in piccola parte, un vincitore. La prima edizione del premio Genio Vagante si chiude al suono della musica che accompagna i brindisi finali e le fotografie di rito. Il clima è quello di una partenza, piuttosto che di un arrivo. Appuntamento all’anno prossimo, ad Amsterdam.

 

Consapevolezza e imprevedibilità:

Le parole del gruppo Genio Vagante…

 

“…La mia presenza su questo palco, questa sera, non ha nessun significato distintivo e vuole semplicemente essere una manifestazione della pluralità delle nostre voci. Certamente ho un nome e una determinata posizione in questo Genio Vagante ma, in questo momento, io non ho nessun nome e ne ho tanti allo stesso tempo, segno di una collettività in divenire.

 

Noi siamo la batteria che non si esaurisce, siamo la miniera sostenibile, siamo la pellicola da 35 mm, siamo la multiculturalità della Cina Occidentale, il confronto rinascimentale tra religione e classici antichi, siamo l’Europa dei migranti, siamo l’entropia del sistema, siamo un paradosso energetico, acqua purificata, siamo ricerca di base e tanto altro ancora… Le nostre identità multiple danno al Genio la fisionomia di una nuova soggettività, singolare e plurale allo stesso tempo, nomade, una comunità alternativa a quelle dove le differenze sono strumentalizzate per creare scontro e conflitto.

 

Il nostro vagare, figlio delle nostre potenzialità, vuole partire proprio dal non dimenticare l’esistenza di tali strumentalizzazioni, per andare oltre le stesse e dimostrare che una molteplicità di punti di vista non costituisce un’irrazionalità distruttiva, bensì un caos altamente stimolante, produttivo e proficuo. Noi non dimentichiamo l’Italia che abbiamo alle spalle e le sue responsabilità politiche, noi non vogliamo cancellarne gli errori dalla Storia recente di questo paese, ma anzi, contro di essi, rilanciamo con una nuova sfida. Noi sfidiamo la persistenza dell’Italia in uno stato di inerzia grigia.

 

Forse, il modo più potente per combattere questa inerzia è proprio quello di costruire un’alternativa, una comunità interna al sistema che ne sfrutta i difetti per creare qualcosa di nuovo. Il nostro Genio vuole minare le narrazioni diffuse ed obsolete che parlano di cervelli in fuga e pretendono di rappresentare esaustivamente chi, Italiano, vive, lavora o studia all’estero. Il nostro Genio costituisce una comunità che resiste a tutto ciò, una comunità che combatte il conformismo con la conoscenza, l’amicizia e una sana dose di imprevedibilità.

 

Vi ringraziamo…”

   

Le parole del vincitore:

Andrea Paolella e il suo essere Genio Vagante…

   

“…Come prima cosa voglio ringraziare il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Francesco D’Arelli, il presidente del del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri e la direttrice della Casa d’Italia Angela Minicucci per questa bella festa.

 

Io sono un ricercatore chimico nella sede di HydroQuebec a Varennes e lavoro su “energy storage and conversion” nel gruppo d’eccellenza diretto dal prof. Karim Zaghib. Io sono molto contento di fare parte della comunità italiana di Montreal che ha una lunga storia di forti lavoratori e di grandi artisti come Guido Nincheri. Mi è capitato di vedere una serie di fotografie di italiani seduti in questa sala negli anni trenta e quaranta: italiani coi baffetti, le sigarette senza filtro alla mano,i capelli brillanti e gli sguardi luminosi. Erano felici. Cos’è la felicità se non una pazza voglia di futuro? Gli italiani oggi a Montreal sono sempre più degli scienziati, dei letterati, degli ingegneri che continuano qui una lunga storia. Cercando il futuro.

 

Il nostro Paese, che non ci fa dormire la notte, o per la nostalgia o per la paura, ha bisogno di noi emigranti. Dal primo operaio all’ ultimo scienziato, del manovale che fa lo scienziato e dello scienziato che fa il manovale. L’Italia oggi piu che mai ha bisogno del Premio Genio Vagante e del nostro esempio. Noi rappresentiamo l’ottimismo reale, che viene dalla curiosità, dall’amore per la conoscenza, senza alcuna disperata vitalità. L’Italia ha bisogno delle nostre virtù e di uomini virtuosi. L’Italia in questo periodo cosi difficile, cosi statico e asfissiante, per comprendersi deve essere vista con occhi italiani da lontano. Come diceva Giacomo Leopardi a sua sorella Paolina: “il mondo non è bello se non è veduto da lontano.”

 

Cosa oggi rappresenta questa esperienza? Una decina di giovani si sono incontrati nei mesi scorsi all`Istituto Italiano di cultura e hanno condiviso con generosita`quello che sapevano. Io ricordo alcuni amici: Salvatore con le sue miniere sostenibili, Alessandro e i computer quantici, Roberto e la sua umanita`verso tutti i migranti. E tanti altri talenti: Paolo, Lidia, Franco, Marta… Ci siamo incontrati per crescere insieme. E in questi mesi insieme siamo cresciuti. Lo dimostra l`affetto crescente che dimostriamo noi tutti e che dimostrate voi tutti verso questa iniziativa. Non dobbiamo essere quindi una semplice rassegna di ricerche o resoconti specialistici. E da oggi tutti da Montreal si pongno da qui l`obiettivo di divulgare l`iniziativa e il premio oltre il Canada, verso tutti i mari, verso tutti gli orizzonti. Montreal come un porto da cui molte navi devono partire. Non vogliamo essere un`associazione, un gruppo, una comitiva. O come piace a Reggio Emilia: una cooperativa. Tutto questo esiste già.

 

Noi siamo compagni che guardano verso il mondo per cambiarlo in meglio. E, nonostante l’italia sia stata in grado di respingerci, considerano il viaggio un maestro. E da qui rilanciano. E quindi all`Italia noi guardiamo con insistenza. Perche noi cosi l’Italia non l`accettiamo. Non vogliamo insegnare il sapere, noi vogliamo condividere i saperi per convincere l’Italia a riportare i saperi al centro: con l’amore per il passato e lo slancio verso il futuro. Vogliamo coinvolgere gli italiani, i ricercatori rimasti a casa a fare altrettanto. Guardiamo il mondo per collegare tra di loro i diversi saperi italiani che con fatica crescono negli Stati Uniti, in Australia, in giro per l’Europa…. Parafrasando Flaiano, non c`e`peggior cosa del genio che essere compreso. Dobbiamo essere imprevedibili per andare contro corrente e scardinare lo stato delle cose. Dobbiamo essere schegge pazze, senza calcolo. senza perdere di vista i saperi tutti.

 

Vi voglio ringraziare uno ad uno ed invitare a condividere i vostri talenti….”